Archive for gennaio 2009

Regione, la maggioranza si sfascia sul 4 per cento

Posted on gennaio 30, 2009. Filed under: house news | Tag:, , , , , |

Caro Massimiliano, leggo con grande attenzione la tua posizione riguardo la Moschea e credo sia importante aprire una finestra ad integrazione di quanto da te sostenuto. Premetto che non sono un «neocon» e che tanto meno sono un sostenitore di «uno scontro di civiltà», ma ritengo sia di tutta evidenza che il nostro problema principale (proprio a livello epidermico), si riverbera in tutta la sua intensità e complessità nel dibattito culturale sollevato, sia quello della nostra quasi totale assenza di una «forte presenza della nostra identità culturale» nella vita della città di Genova. In altre parole, Genova ed i genovesi si trovano nella non esaltante situazione di un possibile (e probabile) «forte annacquamento culturale» in presenza di una istituzionalizzazione in città del mondo religioso islamico. Ma, come sempre nella vita, non tutte le realtà sono assimilabili. Genova negli anni è diventata una società dal pensiero «debole» dove la gente, almeno per ora, non riesce a sprigionare un’energia, sia sociale che economica, tale da affermare le logiche positive della cristianità e dell’identità del luogo. Attenzione, dico questo perché l’integrazione fatta bene ovunque essa sia riposa proprio su questi concetti base. È il fondamento di qualunque modello virtuoso di integrazione fra razze la forza dei principi e dei valori della gente della terra ospitante. Paradossalmente i primi a beneficiarne sono sempre le genti «nuove» che arrivano con tanta speranza e voglia di vivere.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324935

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Ecco il Bar Sport Tribunale con lo 007 armato di Gazzetta

Posted on gennaio 30, 2009. Filed under: house news | Tag:, , , , , , |

Se non siamo tutti quanti su Scherzi a parte, succede questo: la giustizia italiana, che notoriamente non ha altro di meglio da fare e non sa come riempire le giornate, lancia un astuto segugio sulle orme dell’Inter, per dimostrare come la squadra di Mancini, nel finale dell’ultimo campionato, abbia giocato sporco, rifiutandosi scientificamente di vincere in anticipo lo scudetto, tirando in lungo fino agli ultimissimi minuti, con lo scopo canagliesco di far vincere un discreto numero di biechi scommettitori.
Da come viene raccontata questa storia, Mancini sarebbe il puparo della criminale macchinazione. Evidentemente, in concorso con diversi suoi giocatori, anche se non si sa bene quanti e quali. Una cosa grossa? Una cosa enorme. E adesso avanti con le prove: l’agente di polizia giudiziaria Spadone Elio, sguinzagliato dalla magistratura alle calcagna degli interisti, ne raccoglie di clamorose. I suoi metodi investigativi sono quanto di più scientificamente avanzato. Microspie, intercettazioni ambientali, incroci di Dna? Questo è l’arcaico armamentario che i nostri 007 lasciano a quei vecchi arnesi della Cia e del Mossad: l’agente speciale Spadone Elio sfoglia i giornali e clicca sui siti Internet.
Con i suoi potenti mezzi, riesce a rilevare prove impensabili. Per dire: ad un certo punto, quando mancano tre giornate alla fine e l’Inter ha la possibilità di chiudere i conti con la Roma, Mancini fa scattare il suo piano, «schierando la non migliore formazione possibile» (in italiano: non schierando la migliore formazione possibile).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324767

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Viaggio nel sesto raggio, girone dei «torturati»: «San Vittore disumano» La sera anche 30 arrivi, intanto i reparti esplodono Gli agenti: «Noi qui siamo vittime quanto i detenuti»

Posted on gennaio 30, 2009. Filed under: house news | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , |

(…) «Sviluppiamo degli anticorpi a San Vittore». Non è un modo di dire: «Parlo delle malattie, di quel che entra qua dentro». Il sesto raggio è il «girone dei torturati» del carcere milanese. Sono 474 uomini. E la tortura è il sovraffollamento. «Allora i torturati siamo anche noi», dice un agente riferito alla denuncia dell’altro giorno del giudice Giuseppe Grechi. San Vittore era all’avanguardia, 130 anni fa, quando è stato costruito. Secondo le teorie criminologiche in voga le celle singole scoraggiavano promiscuità e «contagi» delle inclinazioni al delitto. Ora in quelle celle vivono in otto o in nove. L’assegnazione dei nuovi arrivi – anche 30 alcune sere – è un’opera di «geopolitica», ammette l’ispettore: «Per evitare tensioni cerchiamo di mettere insieme detenuti della stessa nazionalità. Se arriva un altro marocchino lo posso mettere con degli algerini, non certo non gli albanesi». Ogni cella ha un odore. Cipolla, caffè. Il cesso alla turca vicino al fornellino da campo usato per mangiare. Molti entrano ed escono, altri, «nuovi», non conoscono le regole. La prima l’igiene: scatena delle vere guerre. Gli italiani sono minoranza, ormai, e stanno buoni. I musulmani hanno una piccola «moschea». Una stanza con un tappeto. Il venerdì va lì a pregare chi ha fatto domanda. A turno. Alle 13 al quarto piano un ragazzo si inginocchia verso La Mecca.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324884

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Stephan e gli altri, al Genoa è sempre Primavera

Posted on gennaio 30, 2009. Filed under: house news | Tag:, , , , , |

«Negli ultimi minuti, con quei due là davanti, mi è sembrato di rivedere me e Amoruso». Dopo il successo sulla Lazio, nella pancia del “Ferraris”, a parlare è Claudio Bellucci. Gli anni passati sui prati verdi di mezza Italia e non solo, le tante battaglie combattute con cinque maglie differenti e un’immagine che gli ritorna alla mente. Il ricordo viaggia lontano, va a quindici anni fa o poco più: Sampdoria 1993-94, quella di Eriksson, del terzo posto e dell’ultima Coppa Italia, quella dell’esordio suo e del dioscuro Nicola – oggi al Toro -, in cui nemmeno ventenni scalpitavano entrambi alle spalle di gente come Gullit e Mancini. Oggi, a scalpitare dietro quel “Bello” diventato grande, dietro Cassano e l’ultimo arrivato Pazzini, sono un pimpante folletto di Montegranaro, Ascoli Piceno, e un potente centometrista di Chiari, Brescia. “Quei due là davanti” si chiamano Guido Marilungo e Mattia Mustacchio, anch’essi attaccanti non ancora ventenni, protagonisti con la Primavera blucerchiata nel recente tris Scudetto-Tim Cup-Supercoppa e in campo insieme, per una manciata di minuti, nel finale coi biancocelesti. Numero 89 (il suo anno di nascita) sulle schiena, della baby coppia doriana, Marilungo è il veterano. Ricci neri, occhi grandi e verdi, lo “Scamarcio delle Marche” – come ama definirsi con un velo d’ironia – approdò in Liguria nel 2005, appena quattordicenne. Seconda punta piccola, fantasiosa, razzente, Guido del Doria e dell’Hotel Flora ha ormai fatto la sua seconda casa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324944

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E Barack inaugura l’era casual

Posted on gennaio 30, 2009. Filed under: house news | Tag:, , , |

Raccontano che i veterani dell’era Bush sono sotto choc. Passi per il presidente a torso nudo alle Hawaii. Passi anche per la sua mise sportiva – tuta e occhiali da sole – esibita il giorno dopo l’elezione. Obama era in vacanza e non si era ancora insediato, come impedirglielo? Ma ora che tutti i passaggi formali sono stati compiuti, ora che Barack Obama è entrato nelle stanze del potere, lo stile del nuovo presidente è destinato a far discutere. Certamente a far inorridire gli “old boys” di Washington. Ma anche a divertire quell’America abituata alle star impeccabili sotto i riflettori e inguardabili nel privato.Eppure Obama non è Britney Spears. Il look che si sta affermando alla Casa Bianca è una filosofia di vita. La svolta di Mister President è anche una svolta d’immagine. «Casual» è la nuova parola d’ordine, il marchio di fabbrica di Barack Hussein. Casual come l’abbigliamento del presidente e dei suoi collaboratori. Dopo aver annunciato al mondo la chiusura di Guantanamo, dopo aver aperto all’islam, il presidente – ha raccontato il New York Times – ha lanciato un altro “editto”, quello dei week-end informali. Niente giacca e cravatta. Il «casual friday» approda alla White House. Dove però si lavora anche di sabato. Così il presidente butta all’aria il rigore di Bush e dà l’esempio presentandosi in maglione grigio e senza cravatta. E la vecchia guardia inorridisce e ricorda le vecchie abitudini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324791

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Telecom, per i grandi soci un altro salasso da 1,4 miliardi

Posted on gennaio 30, 2009. Filed under: house news | Tag:, , , , , , |

Tonfo di Telecom Italia in Borsa il giorno in cui il cda di Telco, la holding che controlla il 24,5% della compagnia telefonica ha deciso di svalutare la partecipazione per 1,4 miliardi. I titoli dell’ex monopolista ieri sono caduti sotto quota un euro, perdendo il 5,6%; elevati i volumi scambiati, pari al doppio della media degli ultimi 30 giorni. Il consiglio di Telco ha chiuso la semestrale con un una perdita di 1,5 miliardi. La partecipazione rimane comunque iscritta a bilancio a 7,2 miliardi valutando ogni azione Telecom 2,2 euro, più del doppio delle quotazioni. La rettifica «riflette una stima condotta da una banca di investimento internazionale di primario livello che ha rilasciato una propria valutazione sulla congruità del valore di carico», si legge in una nota. Di fatto se Telco dovesse allineare ai valori di mercato la partecipazione in Telecom Italia sarebbe costretta a nuove maxisvalutazioni per altri 3,6 miliardi. Non si tratta di una piccola cifra, la situazione finanziaria della holding è molto stressata. Telco ha un debito per altri 3,6 miliardi. «E nonostante i soci della holding abbiano tutti le spalle forti, ulteriori rettifiche non sarebbero viste di buon occhio», spiega un analista. Telco è partecipata da Generali per il 21,8%, da Intesa e Mediobanca per il 10,6% a testa, da Sintonia per l’8,4% e dagli spagnoli di Telefonica, che da soli controllano il 42,3%. Secondo gli analisti, i soci avevano già svalutato le quote di Telco.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324821

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Regione, la maggioranza si spacca sul vento e gli insulti a Napolitano

Posted on gennaio 30, 2009. Filed under: house news | Tag:, , , , , , , |

(…) in consiglio regionale, dove, fra solidarietà al Capo dello Stato, legge elettorale e impianti eolici, poteva anche consumarsi l’ultimo atto della recita a soggetto che contraddistingue da mesi il centrosinistra di lotta (in piazza) e di governo (in via Fieschi). E se «poteva consumarsi», ma non si è effettivamente consumato quest’ultimo, auspicabile atto della recita, è solo per la bella furbata di costringere il presidente dell’assemblea legislativa della Liguria, il buon Mino Ronzitti, a rimandare i lavori alla prossima puntata. Tutto per la richiesta di alcuni settori della maggioranza (in minoranza), condivisa da altri settori della stessa maggioranza (in minoranza). L’imbarazzo, diciamo così, tra le file del centrosinistra – tra cui si colloca a pieno titolo Italia dei valori – è serpeggiato già in apertura di seduta, quando Ronzitti ha condannato gli attacchi rivolti da Antonio Di Pietro contro Giorgio Napolitano, definendoli una «aggressione gratuita e infondata», e ha rinnovato i sentimenti di stima e l’apprezzamento «di tutto il consiglio regionale» al Capo dello Stato per il suo ruolo di «supremo e imparziale garante». Secondo Ronzitti, «non è infatti in discussione la libertà di critica, da sempre costituzionalmente garantita, quanto l’aggressione pregiudiziale, tanto gratuita quanto infondata nei confronti della prima carica dello Stato che ne rappresenta l’unità e per unanime riconoscimento mai è venuto meno al rigoroso rispetto delle funzioni e delle prerogative che la Carta fondamentale gli attribuisce.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324940

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